Dott. Giuseppe Spinelli - Tempo di lettura 10 min.

L’omeopatia in Italia: dalle origini ad oggi – Terza parte

La storia recente e la ritrovata consapevolezza

Riedizione ampliata dell’articolo originale “Die Homöopathie In Italien – Von den Ursprüngen bis heute” pubblicato su Spektrum der Hoömopathie – 2017 n° 3 – ISSN 1869-3091

L’Omeopatia internazionale in Italia

La circolazione delle idee è in ogni cultura e in ogni settore un potente strumento di progresso. Abbiamo già visto che la rinascita dell’Omeopatia in Italia, a partire dagli anni Settanta, è coincisa con frequenti contatti con altri paesi e con la presenza nel Belpaese di grandi maestri internazionali, venuti a tenere lezioni e seminari. Oltre ai già citati Paschero, Ortega, Imberechts, non si può dimenticarne altri, del calibro di Alfonso Masi Elizalde, che influenzerà una generazione intera di omeopati, di cui molti ancora in attività, Eugenio Candegabe, Joseph Reves.

International Accademy of Classical Homeopathy – Alonissos Grecia – Prof. George Vithoulkas

Un capitolo a parte, per il grande impatto, anche numerico degli omeopati coinvolti, merita l’avventura greca. A metà degli anni Novanta, il famosissimo omeopata George Vithoulkas, sposta la sua scuola da Atene all’isola di Alonissos, nelle Sporadi, fondando l’International Academy of Classical Homeopathy, ai cui corsi partecipa, per svariati anni, una nutrita colonia italiana, alla quale poter unire le vacanze estive con una formazione omeopatica di qualità, non sembra vero. Questi Master hanno l’effetto di migliorare la pratica clinica di un’intera generazione di omeopati italiani e di formare molti dei docenti che, attualmente, costituiscono la spina dorsale di molte scuole. Tra essi ricordiamo i compianti Ruben Techiouba che a Livorno creerà un polo omeopatico di grande dinamismo e Massimo Bassetti, fondatore dell’AIOP (Accademia Italiana di Omeopatia Pediatrica)Alla fine degli anni ’90, cogliendo il suggerimento di Bruno Galeazzi e invitando Roger Morrison e Nancy Herrick, famosi omeopati californiani, CeMON Presidio Omeopatia Italiana inaugura la lunga serie dei seminari internazionali, che ad oggi ha raggiunto il ragguardevole numero di venticinque. Questi seminari hanno permesso agli omeopati italiani di ascoltare l’insegnamento di alcuni tra i più importanti maestri a livello planetario, appartenenti alle principali scuole, con l’intento di tenere vivo l’interesse per lo studio dell’Omeopatia.

XXI Seminario Internazionale di Medicina Omeopatica – Rajan Sankaran – La semplicità dell’Omeopatia 10-12 giugno 2016 – Sirmione, Lago di Garda

Di volta in volta si sono succeduti omeopati della “vecchia scuola” e pensatori originali con nuove idee di grande interesse, come Rajan Sankaran, Jan Scholten, Jeremy Sherr, Farokh Master, George Dimitriadis, Frederik Schroyens, Frans Vermeulen, Dario Spinedi, Radhe e Alok Pareek, Eugenio e Marcelo Candegabe, Zalman Bronfman, Jonathan Shore, André Saine e tanti altri. Una menzione speciale merita il ciclo di seminari, quest’anno ci dovrebbe essere, sebbene via webinar, il tredicesimo, con la coppia di omeopati indiani Shachindra e Bhawisha Joshi, riconosciuti maestri internazionali, portati in Italia prima da Giovanna Gallerani che ha passato il testimone a Federico Audisio di Somma, fondatore di Medicina Umanistica e pluripremiato scrittore di romanzi.

Il successo di queste iniziative ha favorito progetti editoriali, con numerosi libri tradotti in italiano specialmente da due case editrici, che si dedicano quasi esclusivamente all’Omeopatia, grazie ai loro fondatori entrambi omeopati, la Salus Infirmorum, di Roberto Gava e Nuova Ipsa di Claudio Mazza. Una menzione speciale la merita senz’altro Carlo Rezzani, che dividendosi tra i suoi pazienti e l’informatica, oltre ad essere l’autore della cartella clinica informatizzata WinCHIP, ha supportato gli omeopati italiani fornendo formazione e assistenza per l’utilizzo del repertorio su personal computer. Ma il contagio delle idee non è stato eterodiretto nel senso dell’importazione, ci sono anche omeopati italiani che hanno un largo seguito e sono notevolmente apprezzati all’estero, come Roberto Petrucci, direttore del Centro di Omeopatia di Milano e Massimo Mangialavori. Tutti e due vengono regolarmente invitati a tenere seminari e workshop in tutto il mondo e, in Italia, svolgono anche il delicato e importante compito, di fornire una qualificata formazione avanzata. Entrambi sono universalmente apprezzati per il loro originale approccio clinico e per il modo incisivo ed efficace di insegnarlo.

La Ricerca

Quando parliamo di ricerca in Italia, possiamo risalire addirittura al 1828 anno in cui Cosmo Maria de Horatiis effettuò, due sperimentazioni cliniche presso l’ospedale della Trinità dei Pellegrini di Napoli, con la collaborazione di Francesco Romani, famose anche per i tentativi fatti dagli allopati di boicottarle.
Per venire ai nostri giorni abbiamo da un lato un fronte interno, fondamentale per lo sviluppo della medicina omeopatica, costituito dai proving e uno esterno, con ricerche di base e cliniche. Ricerca di grande rilevanza, oltre a precedenti storici, ad esempio il proving di Cactus grandiflorus sperimentato nel 1864 da Rocco Rubini, è stata la sperimentazione pura, transnazionale, organizzata dalla LUIMO nel 1980 a cui partecipano 600 omeopati da tutto il mondo. Una sperimentazione di tale portata è stata utile soprattutto per redigere un protocollo di sperimentazione, che ha costituito la base dei disegni sperimentali successivi. Dagli anni Novanta ad oggi, sono state decine i proving organizzati precipuamente all’interno delle scuole FIAMO, sia con fini scientifici che didattici. Fra gli omeopati che si sono dedicati con passione e duro lavoro a organizzarli troviamo Gustavo Dominici, Andrea Signorini, Vincenzo Falabella e Sergio Segantini. Tra i rimedi sperimentati, alcuni risperimentati, riportiamo Piper methysticum (kawa-kawa), Etna lava, Hydrogenium peroxidatum, premiato come miglior lettura al Congresso LMHI del 2008 a Ostenda, Colibacillinum, Ilex paraguaiensis (mate) e la lista è ancora molto lunga.
Sul fronte della ricerca di base, sull’onda degli studi del purtroppo scomparso Emilio del Giudice, dell’Istituto nazionale di Fisica Nucleare, sui modelli biofisici dell’acqua, sono molti e di notevole interesse i lavori pubblicati che hanno dato lustro a ricercatori italiani come Vittorio Elia, del dipartimento di Chimica dell’Università Federico II di Napoli che si è occupato e ancora si occupa delle proprietà chimico fisiche dell’acqua, con risultati sorprendenti, nelle soluzioni ultra-diluite, mostrando comportamenti molto anomali, che travalicano le ferree leggi della chimica. Di assoluta rilevanza i numerosi lavori, anche sul campo, di Lucietta Betti dell’Università di Bologna, sugli effetti che le soluzioni ultra-molecolari hanno sulle piante e le fitopatologie, oggi continuati da prof. Dinelli. Il più conosciuto, tra i ricercatori italiani che si occupano di omeopatia è certamente Paolo Bellavite, già professore di Patologia Generale presso l’Università di Verona, autore di numerosissimi articoli e studi di base e clinici.
Questi e altri autori sono da lodare maggiormente, perché progettano ed eseguono le loro ricerche con fondi molto limitati, coendo spesso fare i conti con una comunità scientifica pronta a criticarli a prescindere dai contenuti e con notevoli difficoltà nel trovare riviste scientifiche disposte a pubblicare i loro lavori, a causa delle influenze negative e dai pregiudizi dell’establishment scientifico.

A supporto di questa attività, oltre ad approfittare delle risorse open source e alle riviste internazionali del settore per diffondere gli articoli, è stato costituito, grazie al gran lavoro di Francesco Marino, supportato dalla FIAMO, il Database della Ricerca in Omeopatia, che contiene oltre 1.000 articoli che vanno dal 1949 ai giorni nostri, selezionati con criteri di attendibilità e qualità. La casa italiana delle evidenze scientifiche della Medicina omeopatica.

Skeptics, situazione rimedi e prospettive

Già da diversi anni i rapporti del mondo dell’Omeopatia con i media e il mondo accademico sono molto discontinui e perlopiù contrastati. Nel 2005, con la pubblicazione dell’articolo di Lancet “La fine dell’Omeopatia”, titolo dal tono, almeno per un italiano, iettatorio, si apre la caccia alle streghe. I giornali più importanti, la tv, i media di internet, amplificano in modo sorprendente un articolo per addetti ai lavori, pubblicato su un giornale superspecializzato, letto quasi esclusivamente da medici e scienziati. A ondate vengono prese d’assalto le certezze di un pubblico che, andando a valutare le ricerche demoscopiche di quegli anni, sta sempre più premiando l’uso delle medicine non convenzionali, su tutte dell’Omeopatia. Una dopo l’altra notizie di scarso valore o legate a contesti molto specifici, come, nel 2014, le conclusioni della metanalisi del National Health and Medical Research Council Australiano, in cui si afferma che non ci sono evidenze sull’efficacia dell’Omeopatia, diventano per giorni e settimane argomento di primo piano sui mezzi di informazione, creando sconcerto e dubbi. Con un crescendo che fa pensare a un’orchestra molto ben organizzata, diretta e finanziata, a fine 2015 l’attacco viene sferrato direttamente a livello nazionale.

Quello che viene considerato il leader degli skeptics italiani, immancabile nei programmi televisivi in cui si tratta l’argomento, il farmacologo Silvio Garattini, autorevole esponente dell’establishment e nume tutelare di Big Pharma, pubblica il libro “Omeopatia acqua fresca”. È il tentativo di un attacco mortale, definitivo, la “soluzione finale”. Il momento è quello giusto, le aziende omeopatiche sono impegnate nelle registrazioni dei rimedi omeopatici e stanno cercando di trattare con l’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, per ottenere procedure meno complesse e onerose. Le norme attuative, recependo la direttiva europea 92/73, sono molto più rigide di quelle adottate in altri paesi europei e rischiano di far scomparire il 70% dei rimedi dal mercato. Inoltre, rimane di fondo una campagna pro-vaccini che tende a identificare gli omeopati come i nemici anti-vax, fino ad arrivare a un episodio gravissimo, in cui l’Ordine dei Medici di Treviso, istruendo un processo senza prove di alcuna infrazione del codice deontologico, in cui si fa accusatore e giudice, ha radiato Roberto Gava, medico omeopata di chiara fama, per le sue opinioni sui vaccini, prudenziali, assolutamente non identificabili con il pensiero no-vax e soprattutto molto ben documentate.
Questo vero e proprio assalto finale ha prodotto nel mondo dell’Omeopatia e più in generale delle medicine tradizionali complementari e non convenzionali, la coscienza che l’unione fa la forza. Si sono distinte molte associazioni che hanno lavorato e lavorano seriamente per coordinare una difesa da questo brutale attacco. In particolare, l’Associazione Medicina Centrata sulla Persona-Ente Morale, con il suo competente presidente Paolo Roberti di Sarsina, ha svolto un intelligente lavoro, per compattare le varie associazioni e sigle del mondo della medicina olistica, sfociato nell’importante simposio nazionale presso il Senato della Repubblica, del 29 settembre 2016, Le Medicine Tradizionali, Complementari e Non Convenzionali nel Servizio Sanitario Nazionale per l’uguaglianza dei diritti di salute. L’Associazione si è poi trasformata nella Fondazione per la Salutogenesi ONLUS e ancora sotto la lungimirante guida di Paolo Roberti di Sarsina ha ulteriormente allargato il suo benefico raggio di azione. Altre azioni sono state messe in atto dalla FIAMO, dalla SIOMI, dalla LUIMO e dalle associazioni dei pazienti, come l’APO, Associazione Pazienti Omeopatici, con la sua attivissima presidente Marisa Certosino e l’ADIMO, Associazione di Informazione Medicina Omeopatica. Insomma, una cosa è certa, il mondo dell’Omeopatia italiana si sta difendendo con orgoglio e forza, cercando di creare una rete con altre realtà contigue nel pensiero e nei comportamenti. Di pochi giorni fa la buona notizia che l’Ombudsman del Commonwealth, in Australia, ha accettato la denuncia presentata con la collaborazione dell’HRI, Homeopathic Research Institute, volta a dimostrare le pesanti irregolarità e i conflitti di interesse, celati sotto il rapporto dell’NHMRC sull’omeopatia. E Dio sa se abbiamo bisogno di notizie come queste!
Nel corso degli ultimi due o tre anni sono saliti alla ribalta personaggi mediatici di fama incerta, che hanno pubblicato libri, aperto siti e blog specificamente diretti a distruggere l’Omeopatia. La loro presenza presso talk-show e i programmi televisivi più disparati, così come uno strenuo attivismo sui loro profili social, sempre unidirezionalmente diretta a deridere l’Omeopatia e a definirla implausibile, ha fatto venire il sospetto di una campagna studiata a tavolino da esperti nella manipolazione della comunicazione. La vicenda Covid-19 li ha ridimensionati in larga parte, quando la stessa stampa mainstream ha messo a nudo conflitti di interesse, appoggi politici inopportuni per degli uomini sedicenti appartenenti alla scienza. Ma è importante non abbassare la guardia e vigilare costruendo una narrativa etica e semplice per mettere le persone comuni nella condizione di saper scegliere il loro orientamento terapeutico, in piena libertà e consapevolezza.

[continua]

Bibliografia

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