Dott.ssa Virginia Paribello

Pesantezza e gonfiore alle gambe. Mettiamo in circolo il benessere. 

Tempo di lettura: 8 minuti

 

Abbi cura del tuo corpo, tutto ha inizio da qui.

In piena estate, con le temperature che superano i 40°C, al mare o in montagna, in campagna o impegnati in un viaggio itinerante, camminando all’aria aperta per diverse ore o magari in fila, fermi sotto il sole e per lunghi periodi, può presentarsi una fastidiosa sensazione di gambe stanche e pesanti, con caviglie gonfie e dolenti. A questa sensazione a volte si accompagna anche tensione alla cute e prurito. Stessa sorte è riservata anche a chi resta in città o a lavoro, trascorrendo lunghe giornate alla scrivania, oppure in piedi, con l’afa pressante e il caldo che non molla, anticiclone Lucifero a parte. 

Stasi estiva

L’aumento delle temperature causa dilatazione dei vasi sanguigni, rende difficoltoso il ritorno venoso verso il cuore, con conseguente accumulo di liquidi negli arti inferiori, procurando edema. Se i liquidi accumulati in corrispondenza di gambe, caviglie e piedi non vengono sufficientemente riassorbiti dal circolo linfatico ristagnano negli spazi intercellulari producendo anche ritenzione idrica. 

Sintomatologia da non sottovalutare

Se avvertiamo inoltre frequenti formicolii, rigidità, crampi muscolari diurni e soprattutto notturni e dermatite da stasi, questi sintomi potrebbero evidenziare un’insufficienza venosa oppure la presenza di vene varicose, un problema tipicamente femminile, in un rapporto di quasi 3:1 vs uomini. 

Ne soffrono maggiormente le donne perché i cambiamenti ormonali, dal ciclo mestruale alla menopausa, favoriscono la perdita del tono delle vene, cosa che accade frequentemente anche nelle persone in sovrappeso. La diagnosi precoce va effettuata attraverso esame obiettivo, valutazione clinica del paziente e sottoponendosi ad un ecocolordoppler, esame non invasivo e non doloroso. 

Altri sintomi:

  • – pelle secca
  • – alterazioni del colore della cute 

 

Come mantenere un fisiologico benessere

L’insufficienza venosa e la malattia varicosa hanno un andamento cronico, per cui è importante il trattamento del terreno del paziente a cui affiancare una terapia sintomatica nelle riacutizzazioni estive e nell’anno. Come tutti i problemi vascolari vi è una predisposizione genetica e familiare. Ma ci sono fattori predisponenti che possono facilitare la comparsa di patologie vascolari come fumo, alcool, sedentarietà, gravidanze e parti. Ma anche abitudini scorrette, come stare molte ore in piedi o con le gambe accavallate. 

Alcune semplici indicazioni 

L‘estate e le vacanze possono rivelarsi un momento prezioso per iniziare una sana prevenzione, modificando il nostro stile di vita, anche solo in parte. Ecco come:

  •   Scegli un’attività fisica da praticare con regolarità.

Lo sport è fondamentale per avere una buona circolazione del sangue, favorendo il mantenimento di un buon ritorno venoso, due o tre volte a settimana e variando se possibile la tipologia di allenamento. Sono particolarmente indicati gli sport che tonificano la muscolatura delle gambe come nuoto, che migliora la circolazione anche grazie al massaggio naturale dell’acqua, jogging, bicicletta e trekking. 

  •   Bevi durante la giornata almeno 2 litri di acqua, anche come tè e tisane, lontano dai pasti. Faciliti così la risalita dalle gambe verso il cuore e l’eliminazione dei liquidi in eccesso evitandone il ristagno. 
  •   Evita cibi troppo salati, preferisci frutta e verdura, soprattutto quella rossa, ricca di sostanze capillaroprotettori (peperoni, pomodori, cocomero, albicocche, pompelmo rosa, papaia, frutti rossi ad esempio), varia con legumi e cereali per la loro ricchezza in fibre che aiutano il transito intestinale e combattono il gonfiore. Limita il consumo di alcolici e usa con parsimonia il sale, ma sale integrale marino non raffinato, un prezioso alleato che depura e protegge intestino, reni e circolazione attraverso gli 82 oligoelementi terapeutici contenuti in esso.
  •   Non indossare abiti e intimo troppo stretti, né tacchi alti per lunghe ore, ma nemmeno scarpe troppo basse.
  •   Come ginnastica vascolare fai docce di acqua calda alternata a fredda. Lo shock termico non solo scioglie le tensioni ma riattiva la microcircolazione, alleviando quindi la sensazione di pesantezza e abbassa la temperatura donando una sensazione di leggerezza.
  •   A letto usa un rialzo ai piedi per favorire il ritorno venoso durante la notte.
  •   Ricorda che il fumo aumenta il rischio di insufficienza venosa, specie nei soggetti predisposti.
  •   Non esporti per ore al sole, attenzione ai bagni molto caldi, non rimanere a lungo in ambienti troppo caldi: la temperatura elevata può favorire la vasodilatazione.
  •   Non sottovalutare il beneficio del pediluvio: fatto a fine giornata per circa trenta minuti rinfresca e alleggerisce gambe e soprattutto caviglie. A seguire tieni sollevate le gambe per circa mezz’ora così da riattivare la circolazione dal basso verso l’alto.
  •   Nei mesi estivi prediligi integratori a base di sostanze naturali antiossidanti che aiutano il trofismo venoso. Mentre nelle stagioni più fredde utilizza anche calze elastiche contenitive, se necessario. 

Aiutiamo il microcircolo a mantenersi in forma

La terapia omeopatica 

Diversi rimedi alleviano fastidio e dolore, in assenza di ostruzione del circolo venoso. 

Hamamelis Virginiana 6CH, il rimedio elettivo

L’amamelide è un piccolo albero delle coste orientali dell’America del Nord. La tintura madre è preparata dalle foglie e dalla corteccia, raccolte in estate. L’amamelide ha un’azione elettiva sui vasi venosi in quanto ricca in tannini e flavonoidi. I primi assicurano un’attività vasocostrittrice (attività flebotonica) mentre i secondi aumentano la resistenza delle pareti dei vasi capillari (attività capillaroprotettiva). È indicata nell’insufficienza venosa, varici, flebiti, varicocele, disturbi circolatori della menopausa, emorroidi, ulcere varicose.

Aesculus Hippocastanum 6CH

L’ippocastano è specifico delle affezioni venose, con spiccata azione vasocostrittrice, riduce la stasi, favorisce il drenaggio linfatico e facilita il ritorno venoso. Utile, pertanto, in molte manifestazioni quali pesantezza alle gambe, gambe gonfie, aumenta l’elasticità e la resistenza, allevia edema degli arti inferiori e anche la ritenzione idrica quando questi sono aggravati da calore, da sedentarietà e da posizione eretta prolungata. Il paziente migliora con il freddo e il movimento. La tintura madre è preparata dai semi con il tegumento.

Apis Mellifica 6CH

È il rimedio indicato quando la sintomatologia è a brusca insorgenza e rapida evoluzione, a cui si accompagna edema e versamento. La sintomatologia è simile alla puntura d’ape. Tre i sintomi chiave: flogosi, dolore puntorio e edema, parziale o generalizzato. La cute è tesa, lucente, conserva l’impronta del dito, si avverte un dolore pungente e urente migliorato dalle applicazioni fredde. Questo rimedio riduce l’infiammazione e il gonfiore delle gambe e risulta utile in caso di stasi circolatoria. Un segno chiave che permette l’analisi differenziale tra Apis e Arsenicum Album, il cui edema si accompagna ugualmente a prurito e bruciore, è il miglioramento di Apis con impacchi freddi, al contrario di Arsenicum migliora con impacchi caldi. Apis è un rimedio prezioso anche nei casi di infiammazioni acute quali erisipela, orticaria e eritema solare quando è presente la stessa sintomatologia. 

 Arnica Montana 6CH

L’arnica è indicata quando c’è una tendenza alle ecchimosi spontanee per fragilità capillare e quando le varici sono dolenti e sensibili ai traumi. Migliora la circolazione ed ha proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche. La tintura madre è ottenuta dalla pianta intera fresca, ricca in flavonoidi, pigmenti carotenoidi, fenoli e manganese. La tintura può essere usata solo per uso esterno. L’uso interno è consentito solo per le diluizioni omeopatiche.

Modalità di assunzione consigliate per questi rimedi: 3 granuli 2-3 volte al dì, disciogliendo i granuli sotto la lingua lontano dai pasti, caffè, tè e cibi a base di menta, fino a miglioramento della sintomatologia. 

Fitoterapia

Ribes Nigrum

Dai semi di Ribes Nigrum per estrazione si ottiene un olio dotato di caratteristiche nutrizionali importanti. Queste proprietà, comuni un po’ a tutti i frutti di bosco (lampone, mirtillo, mora, ribes e uva spina), sono attribuibili alla ricchezza in vitamina C (acido ascorbico) e antocianosidi.

L’associazione tra vitamina C e antocianosidi apporta numerose proprietà: 

Antiossidante, proteggendo l’organismo dai radicali liberi

Antinvecchiamento

Antitumorale, come agente preventivo

Antinfiammatoria

Antiaggregante piastrinica, con azione positiva sull’intero sistema cardiovascolare

Quindi l’olio dei semi di Ribes Nigrum è un ottimo rinvigorente per il microcircolo, ideale per problemi di fragilità ed eccessiva permeabilità capillare, ottimo coadiuvante in caso di cellulite, varici, gambe e piedi gonfi, ritenzione idrica, insufficienza venosa, emorroidi e migliora l’acuità visiva.

Vasoprotettori e venotonici

Vitis Vinifera (Vite rossa) 

I costituenti principali di questo fitocomplesso sono 3: Vitamina C, tannini e antociani, che conferiscono proprietà flebotoniche, capillaroprotettive, antiossidanti, antiflogistiche. Indicata per fragilità capillare, varici, acne rosacea, couperose, emorroidi.

  Ruscus Aculeatus (Rusco o pungitopo)

Già nell’antichità Dioscoride ne esaltò le proprietà diuretiche. La tintura madre viene preparata dal rizoma, raccolto in autunno. Il rizoma è ricco di ruscogenine, capaci di una marcata attività antinfiammatoria ed antiedemigena, soprattutto per un’azione vasocostrittrice periferica ed una modulazione della permeabilità e resistenza dei vasi capillari. Queste caratteristiche ne fanno un fitocomplesso flebotonico tra i più potenti. Utilizzo: ritenzione idrica, cellulite, edema e varici agli arti inferiori, insufficienza venosa, fragilità capillare.

Centella asiatica

Le foglie di centella contengono acidi triterpenici (acido asiatico e acido madecassico), flavonoidi, fitosteroli e tannini. Questi principi attivi sono capaci di stimolare la produzione di fibre collagene del connettivo sottocutaneo. Infatti, la centella, rinforzando ed elasticizzando le pareti dei vasi sanguigni, favorisce la corretta circolazione periferica ed è quindi indicata per prevenire e trattare varici, riducendo la dilatazione delle vene, la permeabilità capillare e l’edema sottocutaneo. Di conseguenza è utile per curare l’insufficienza venosa e quindi il gonfiore, la pesantezza alle gambe e alle caviglie, ma anche contrastare il dolore alle vene, i crampi notturni agli arti inferiori, le emorroidi e la microangiopatia causata dal diabete. È indicata anche nelle manifestazioni dominate da ispessimento e disidratazione della pelle come psoriasi, eczema e invecchiamento cutaneo.

Questi fitocomplessi con proprietà flebotoniche, stimolanti il microcircolo e vasoprotettrici è possibile assumerli associati in modo sinergico sotto forma di compresse, opercoli, sciroppi e fitoembrioestratti (FEE), da utilizzare eventualmente anche come complemento alle cure farmacologiche.  

Anche in creme, gel o spray ad azione rinfrescante, riposante e drenante, con effetto Ice: effetto freddo generato da alcuni ingredienti contenuti come la menta, l’aloe vera, la centella asiatica, l’ippocastano che donano un immediato sollievo. Perfetto associare anche prodotti drenanti a base di bardana, linfa di betulla, tarassaco, ortica, verga d’oro e cardo mariano, che aiutano a eliminare i liquidi in eccesso e quindi donano una sensazione di leggerezza generalizzata.

Cura farmacologica 

Ecco i farmaci maggiormente impiegati in estate nelle terapie di sostegno.

Farmaci flebotonici

Esperidina e diosmina, due flavonoidi, esercitano un’azione benefica su vene e capillari, riducono la distensibilità dei vasi sanguigni e il ristagno venoso e rinforzano le pareti capillari, evitandone la rottura e il versamento ematico tissutale e la conseguente comparsa di lividi. Riducono la sensazione di fatica alle gambe e alle caviglie, sintomi molto frequenti nelle donne. Per questo li troviamo spesso associati nelle formulazioni. 

Indicazioni: vene varicose, fragilità capillare, complicanze flebitiche e negli episodi acuti di emorroidi. Consigliati solo per brevi periodi di trattamento, magari assumendoli a cicli durante l’anno, sempre dopo parere del medico.

Dosaggio: 900 mg/die diosmina più 100 mg/die esperidina da dividere in due somministrazioni giornaliere al momento dei pasti. In caso di crisi emorroidali: 2700 mg/die diosmina più 300 mg/die esperidina suddivisi in più somministrazioni giornaliere per i primi 4 giorni dalla comparsa della crisi emorroidaria, successivamente 1800 mg/die diosmina più 200 mg/die esperidina dal quinto al settimo giorno di trattamento.

Effetti collaterali: ipersensibilità individuale ai principi attivi oppure allergia ad uno o più degli eccipienti.

Oxerutina è un flavonoide con azione capillaroprotettore.

Agisce sui sistemi ossidativi cellulari, inibendoli, aumentando così il tono delle vene e a livello del microcircolo esercita un’azione diretta sui globuli rossi diminuendone sia la rigidità che l’aggregazione, favorendo così la fluidità del sangue anche nei vasi più piccoli. In questo modo, si ha un effetto protettivo sia a livello delle vene che delle venule sia a livello del microcircolo e una permeabilità normalizzata e una maggiore resistenza.

Dosaggio: da 500mg a 1000 mg die, per 1/2 mesi.

Effetti collaterali: flatulenza, crampi addominali, diarrea, nausea, prurito e rash cutanei.

I farmaci profibrinolitici agiscono sciogliendo gli accumuli di fibrina, una proteina plasmatica che partecipa alla formazione dei coaguli di sangue, accumuli formati a causa di lesioni vascolari, come possono essere le varici.

Tutti i rimedi trattati, i fitocomplessi e principi attivi preventivi o coadiuvanti non vanno intesi come sostitutivi di una terapia in atto, soprattutto se il paziente è affetto da problematiche circolatorie in uno stadio avanzato. Ricordate che il vostro medico e il vostro farmacista sono come sempre i primi alleati della vostra salute, quindi disponibili a chiarirvi qualsiasi dubbio negli interventi da seguire. 

Winelness, tra curiosità e convivialità

Tempo d’estate, tempo di vacanza e relax, tempo di pranzi e cene in compagnia.

Bicchiere di vino sì o no per chi soffre di questi sintomi?

Se ne discute dal Paradosso francese (Serge Renaud), per cui per la prima volta uno studio francese dimostrò che il consumo regolare di vino potesse ridurre l’incidenza delle problematiche cardiovascolari. Ma questo è stato solo il punto di partenza. Ad oggi la ricerca conferma che il vino ha indubbi e provati effetti positivi, che sia bianco o rosso (altro luogo comune):

  • – aumenta il “colesterolo buono” HDL, riduce il “colesterolo cattivo” LDL
  • – riduce il rischio di diabete di Tipo-2
  • – efficace nella prevenzione di alcuni tipi di cancro (come ad es. il tumore alla prostata e ai polmoni)

Questo soprattutto grazie all’azione dei polifenoli, antociani, tannini e resveratrolo contenuti e di come questi, in combinazione con l’etanolo, vengono assimilati dal nostro corpo. Quindi attenzione alla qualità, preferendo vini di agricoltura biologica, vini naturali, le cui scelte produttive hanno l’obiettivo di raggiungere una massima diversificazione nella composizione del frutto e nel gusto del vino.

Questi benefici effetti si evidenziano per un consumo moderato e costante, diversamente gli effetti benefici sarebbero annullati dagli effetti dannosi dell’alcool. 

Si raccomanda quindi 1 bicchiere al giorno per le donne (150 ml) e 2 bicchieri al giorno per gli uomini (300 ml), che producono più ADH (alcoldeidrogenasi) delle donne e metabolizzano l’alcol più velocemente ed efficacemente, salvo qualche eccezione. 

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