Caterina Salvan intervista Isabella Panzeri - Tempo di lettura 4 min.

Bagno in dispersione oleosa

Dopo aver parlato del Massaggio Ritmico, ora approfondiremo l’argomento dei Bagni in dispersione oleosa: ce ne parlerà Isabella Panzeri. Laureata in scienze infermieristiche  che esercita a Roma. E’ operatrice  delle Frizioni Ritmiche e dei Bagni in Dispersione Oleosa e fa parte dell’Associazione Italiana Discipline Ritmiche.

I Bagni in Dispersione Oleosa sono uno dei trattamenti terapeutici della medicina antroposofica. La prima evidenza è il suo rivolgersi alla pelle: questo è l’organo più esteso che abbiamo. La cute è separazione con l’esterno e contemporaneamente è protezione verso l’interno. È comunicazione tra il dentro e il fuori e contatto verso l’esterno. La nostra pelle è una soglia, dove operano forze di trasformazione. Date tutte queste sue caratteristiche, noi possiamo agire per risanare, per attuare un processo curativo che coinvolge tutta la persona, riportando una situazione di armonia e salute là dove sono state compromesse, ripristinando l’equilibrio nella sua totalità.

Fin qui tutto chiaro e conosciuto, ma questi Bagni in dispersione oleosa che cosa hanno di particolare?

R. La loro particolarità è presente nel nome stesso: il dispersore attraverso cui passa l’acqua che veicola l’olio. Questi bagni sono un’applicazione terapeutica tramite l’uso dell’acqua. Vorrei soffermarmi su questa sostanza: l’acqua è fonte di vita per ogni vivente, senza acqua non c’è crescita, non c’è divenire, non c’è trasformazione, l’acqua è sempre in movimento e in cambiamento continuo, l’acqua circola tra cielo e terra, c’è uno scambio continuo tra l’acqua dentro e fuori di noi, ha un movimento e un ritmo nelle onde, nella corrente dei fiumi, dove crea vortici.

Dunque credo che il dispersore e l’utilizzo degli oli siano le peculiarità di questi Bagni?

R. E’ proprio così. Rudolf Steiner parla degli oli che agiscono dall’esterno sull’essere umano in una serie di conferenze del 1920, e in particolare della nebulizzazione dell’olio nel bagno, per far sì che il paziente sia immerso completamente nella sostanza, un olio eterico appunto, che ha la funzione di curarlo, di ristabilire l’armonia e l’equilibrio compromessi.

Nel 1937 W. Junge, seguendo le indicazioni di R. Steiner, mette a punto l’apparecchio di dispersione oleosa, che attua una finissima nebulizzazione dell’olio e la sua dispersione di acqua mediante la realizzazione di vortici: l’acqua scorre in un alambicco di vetro attraverso un tubo di scorrimento predisposto, e forma un vortice; questo vortice risucchia, con la sua forza di aspirazione, l’olio che è contenuto in un piccolo calice. In questo modo l’acqua del bagno è intrisa da una nebulizzazione di olio: ogni singola goccia di acqua è rivestita da uno strato di olio, e quindi risultano annullate le incapacità a miscelarsi dell’acqua e dell’olio. Quando ci si immerge nel bagno in dispersione oleosa, la pelle “inspira” l’olio, e si verifica così un riassorbimento che giunge fino al sangue.

Potrebbe illustrarci come si sviluppa un bagno in dispersione oleosa?

R. Il Bagno in Dispersione Oleosa si sviluppa schematicamente in 3 momenti.

Il primo tempo è l’incontro-colloquio con il paziente, la preparazione dell’ambiente bagno e dell’ambiente riposo. Questa pratica terapeutica viene compiuta da personale sanitario adeguatamente addestrato, e previa indicazione medica. Sarà infatti il medico che ha in cura il paziente a suggerire l’olio da utilizzare. Io sono un’infermiera, ho seguito una formazione e ho conseguito il titolo relativo controfirmato dall’ Associazione Italiana Discipline Ritmiche (AIDR), e dalla Società Italiana di Medicina Antroposofica (SIMA).

Elemento fondamentale nell’incontro con il paziente è la rilevazione dei suoi parametri vitali: pressione arteriosa, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, e temperatura corporea.

Il secondo tempo è l’immersione nel bagno, e poi il massaggio in acqua attuato ritmicamente con due spazzole da parte dell’operatore.

Il terzo tempo è la fine del bagno, l’asciugatura e il riposo del paziente in un luogo idoneo. Poi alla fine di questo riposo ancora un colloquio con il paziente per raccogliere il suo vissuto, e la rilevazione dei suoi parametri vitali. Ovviamente l’operatore dei Bagni sarà sempre in rapporto collaborativo con il medico che li ha prescritti, che ha indicato anche il tipo di olio, per confrontare le loro specifiche professionalità.

Che cosa riferisce il paziente di questo trattamento?

R.  Il Bagno in Dispersione Oleosa trasmette le forze medicamentose delle piante presenti negli oli grassi ed eterei all’organismo umano, attraverso la pelle e per mezzo dell’acqua, che è diventata, grazie al dispersore, veicolo dell’olio. Il paziente avverte spesso un grande senso di liberazione, un profondo rilassamento, un grande benessere fisico e psichico, prova un’esperienza particolare e unica di calore (non di caldo), che porta a un risvegliarsi delle forze interiori e a mettere in atto processi di riequilibrio, armonia, guarigione, e recuperare il proprio sano ritmo di vita.

Per quali patologie è indicato il Bagno in Dispersione Oleosa?

Anche questo è stupefacente, perché il Bagno in Dispersione Oleosa è indicato per le più svariate situazioni: malattie reumatiche, respiratorie, della pelle, processi infiammatori, disturbi del distretto vescicale-renale, condizioni di esaurimento, insonnia e inquietudine, malattie cardiache, ecc. Può essere praticato a persone con malattie oncologiche, defedate e con debolezze costituzionale, e anche a bambini.

Quindi un’esperienze terapeutica importante e significativa?

Se mi permette vorrei spiegarle la mia esperienza, in quanto prima di diventare operatrice di Bagni sono stata una paziente e ho ricevuto io stessa dei Bagni.

Come ho scritto precedentemente sono un’infermiera: ho svolto il mio servizio prevalentemente in sala operatoria, dove per definizione c’è dolore, sangue e traumi. Sono rimasta “sconvolta” nel rendermi conto che i Bagni in Dispersione Oleosa sono una terapia importante e seria, con la quale si possono ottenere dei miglioramenti, ma anche molto piacevole e rilassante, tanto che all’inizio mi veniva da dubitare che fosse una terapia. Poi, conoscendo i Bagni in Dispersione Oleosa, me ne sono a tal punto “innamorata” da voler imparare a praticarli, e a offrire la mia competenza per aiutare chi è in difficoltà a recuperare equilibrio, benessere, vita, armonia, senza creare altre alterazioni, ma risvegliando le proprie forze fisiche e spirituali, e a ristabilire e finalmente a consolidare, il proprio ritmo interno.

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