Arrivederci Mauro

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Il dott. Mauro Zambelli ha trovato la pace del corpo la scorsa notte, dopo pochi mesi dalla scoperta di una malattia che non perdona.

Si era laureato in Medicina e Chirurgia nel 1985 all’Università Statale di Milano con 110 e lode e ancora prima di laurearsi aveva iniziato i corsi alla LUIMO di Napoli.

Tre anni di studi molto intensi  dal 1984 al 1987, accompagnati da veri sacrifici. Mi raccontava che non avendo molti soldi, prendeva il treno di sera tardi, dalla sua Bergamo, per viaggiare di notte e raggiungere Napoli al mattino presto, in modo da risparmiare i soldi dell’hotel e che si sistemava su una panchina per attendere l’ora di apertura della scuola.

Al termine della formazione il giovane dott. Zambelli, eleggerà l’Omeopatia a sua pratica esclusiva. Per oltre trent’anni, ogni giorno della settimana, escluso il giovedì dedicato allo studio e all’approfondimento dell’Omeopatia, il dott. Zambelli dalle 8 del mattino alle 8 di sera era a disposizione dei suoi pazienti. In questa attività ambulatoriale era coadiuvato in perfetta armonia da sua moglie Mariangela, che si è sempre occupata di prendere gli appuntamenti, di spiegare ai pazienti come assumere i rimedi, come trovarli, dove conservarli.

Lo studio di Petosino (una frazione del comune di Sorisole in provincia di Bergamo) era il punto di riferimento di tantissimi pazienti della zona, ma non solo, nel tempo la sua capacità di essere medico umano, vicino alla esigenze di salute di quelli che riceveva, aveva allargato i confini della provenienza dei pazienti. Tutto questo fino al punto che aveva dovuto rinunciare a prendere pazienti nuovi. Confidava che non poteva più farlo, altrimenti non avrebbe potuto occuparsi con la coscienziosità cui era incline, alla cura dei pazienti che già aveva.

In questo lavoro, oltre all’assistenza insostituibile di Mariangela, silenzioso e fattivo angelo dello studio, aveva costruito un rapporto di fiducia e collaborazione di altri tempi con il farmacista di zona, il dott. Sandro Marzani, che era in grado di procurare per i pazienti tutti i presidi terapeutici di migliore qualità che nei suoi studi e nelle sue esperienze cliniche emergevano come strumenti per trattare coloro che si affidavano alle sue cure.

Altra passionea di Mauro era lo studio, al fine di prepararsi sempre meglio per i suoi pazienti. Aveva frequentato i corsi di specializzazione tenuti dal dottor Dario Spinedi, presso il reparto di Omeopatia della clinica Santa Croce di Orselina (Svizzera) e aveva seguito diversi seminari internazionali di medicina omeopatica, tenuti dai più importanti maestri, come George Vithoulkas, Eugenio Candegabe, Alfons Geukens, Rajan Sankaran, Roger Morrison, Nancy Herrick, Alok Pareek e Philip Bailey.

Docente CISMO, Centro Italiano Studi Medicine Olistiche. Docente ADOCH – Accademia di omeopatia Classica Hahnemanniana (insieme al suo caro amico Alfredo Lubrano). Docente LUIMO (Associazione per la Libera Università Internazionale di Medicina Omeopatica – Napoli). Il Dott. Zambelli ha tenuto anche numerosi seminari e corsi di aggiornamento in Medicina omeopatica per medici e farmacisti, sempre trasferendo il suo bene più prezioso, un’enorme esperienza clinica. Il Dott. Zambelli è stato anche membro della Commissione sulle Medicine Complementari e della Commissione per la riabilitazione oncologica presso l’ordine dei Medici di Bergamo.

Mauro Zambelli con moglie e figlio e la sua “maestra” Alma Rodriguez

Ricordo l’ultima volta che l’ho visto nel 2018 quando venne a Napoli per visitare la sua Maestra, Alma Rodriguez che chiamava “la Dottora”. Voleva vederla ancora una volta prima che lei finisse, per testimoniarle il grande debito di riconoscenza che sentiva verso di lei per tutto quello che gli aveva insegnato sull’Omeopatia e sulla vita. Adorava Napoli e lo portai, insieme alla moglie a mangiare una pizza. Dopo il pranzo, al momento di salutarci, non immaginavo certo sarebbe stata l’ultima volta, mi porse un pacco regalo “È la grappa speciale che so ti piace tanto…”. Caro Mauro quella grappa non l’ho ancora aperta, lo farò, idealmente insieme a te, quando l’Omeopatia riceverà il giusto riconoscimento che, uomini e donne come te, medici vocati all’Arte di Guarire, le hanno guadagnato, senza molte parole, ma con tanti fatti.

 

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