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Alice Stainer spiega come l’omeopatia ha curato il suo eczema

Tempo di lettura: 6 minuti

Per quanto possa ricordare, Alice Stainer ha sempre sofferto di eczema. Da piccola aveva delle chiazze dietro le ginocchia e nelle pieghe delle braccia, ma questo non ha mai influito molto sulla sua vita fino ai 14 anni, quando ha avuto una grave ricaduta. “Era su tutto il viso ed era molto doloroso. Ha anche colpito i miei occhi così tanto che il medico pensava che avessi una congiuntivite”.

“Penso che fosse legato agli ormoni. Il mio medico di base mi ha mandato da un dermatologo che mi ha prescritto creme steroidee e idratanti, ma non mi hanno aiutato per niente. I medici presumevano che l’idratazione fosse una buona cosa, ma ha peggiorato l’eczema. È diventato più caldo, più fastidioso e pruriginoso, quindi devo usare le creme idratanti con molta attenzione”.

Durante periodo autunnale del 2002 ha iniziato a perdere molto peso, non dormiva e faceva due lavori, uno nella biblioteca principale dell’università e uno nell’ufficio della facoltà di inglese, contemporaneamente allo studio. “Ad un certo punto ho dovuto vedere un medico di urgenza. Mi sono scusata con lui, dicendo che probabilmente non avrei dovuto disturbarlo. Mi sentivo molto strana e spaesata perché non dormivo. Non sentivo di essere me stessa. Tutto era uno sforzo, anche spazzolarmi i capelli e mettermi i vestiti.”

L’eczema di Alice non rispondeva al trattamento convenzionale e un amico di famiglia che credeva nei trattamenti olistici, le suggerì di provare l’Omeopatia. L’amico era stato curato dal dottor Roy Welford, così Alice prese un appuntamento per vederlo privatamente. Il dottor Welford le prescrisse alla prima visita un rimedio appropriato.

“Mi prescrisse Natrum muriaticum in potenze crescenti da prendere in giorni consecutivi e il mio eczema migliorò in poche settimane”, ricorda Alice. “Mi fu poi data una dose di richiamo ogni sei mesi”. La famiglia di Alice ha pagato per la prima consultazione, poi una richiesta del medico curante ha fatto sì che lei ricevesse il trattamento con il dottor Welford tramite il Servizio Sanitario Nazionale al Bristol Homeopathic Hospital.

Di nuovo al punto di partenza

Con il suo eczema saldamente sotto controllo, Alice fu in grado di continuare gli studi durante l’adolescenza e all’università.

“Il Sistema Sanitario aveva smesso di rimborsare il trattamento omeopatico dopo il secondo anno della mia  a Oxford. Ma avevo una scorta di rimedi e non ero troppo preoccupata; non pensavo che avrei avuto bisogno di altri trattamenti. Quanto mi sbagliavo! Sembra ironico che durante il periodo stressante della mia laurea, che è stato molto intenso sia a livello personale che accademico, il mio eczema stava bene, anche durante gli esami finali. Ecco perché non credo che sia interamente legato allo stress, anche se indubbiamente lo aggrava”.

Poi, all’età di 21 anni, subito dopo aver conseguito laurea, i rimedi omeopatici che aveva preso hanno improvvisamente smesso di funzionare. “L’eczema ha cominciato a invadere molto di più la mia vita. Questa volta era sulla mia schiena e avevo degli sfoghi sulle gambe che andavano via da soli dopo diverse settimane. La mia condizione era molto più instabile ed erratica e l’attacco successivo fu uno dei peggiori. L’eczema era su tutto il collo e sembrava un colletto rosso!

A quel tempo, Alice stava facendo un anno sabbatico lavorando a Oxford. Chiamò il dottor Welford e lui le diede dei consigli al telefono.

Alice andò all’Università di Leeds per studiare e poi iniziò il suo PhD. Dai 21 ai 24 anni il suo eczema stava peggiorando e non era sotto controllo. “Non ho mai avuto una copertura totale del corpo, ma era localizzato in grandi chiazze che ho cercato di gestire al meglio. A volte mi veniva da piangere. Ero molto infelice a Leeds e l’eczema incideva sempre più sulla mia vita”.

L’estate seguente, quando Alice aveva 24 anni, ha mangiato in un pub del tonno in salsa e ha avuto una reazione anafilattica. “Nel giro di dieci minuti stavo vomitando. Ho dovuto prendere l’adrenalina. Ho scoperto dopo che l’avvelenamento da sindrome sgombroide (quando il pesce non è tenuto alla giusta temperatura e si accumulano enormi livelli di istamina) imita una reazione allergica”.

“Ma dopo questo episodio il mio eczema è peggiorato molto ed è apparso sulla mia fronte dove non l’avevo mai avuto prima. La mia pelle sembrava una tegola e non potevo aggrottare le sopracciglia. Era davvero fastidioso. Dovevo passare l’aspirapolvere nel mio letto e nella mia stanza ogni giorno – questa situazione non mi faceva sentire bene con me stessa – mi sentivo disgustosa. A questo punto mi avevano prescritto degli steroidi per via orale, ma non facevano alcuna differenza”.
“Quando sono tornata a casa per Natale, non stavo abbastanza bene per tornare. I miei genitori pensavano che se fossi stata a casa sarei migliorata. I miei medici a casa non sapevano che pesci prendere con l’eczema e raccomandavano gli steroidi, poi la crema idratante e poi la pellicola – era umiliante essere avvolta da mia sorella o da mia madre prima di andare a letto e questo peggiorava il mio eczema. Il medico di famiglia non era molto comprensivo dicendo che, essendo la pelle l’organo più grande, ero destinata a peggiorare! L’eczema si era impossessato della mia vita a tal punto che la vita normale era semplicemente impossibile”.

L’Omeopatia e la salvezza

Alice chiamò di nuovo il dottor Welford e gli chiese che se non poteva vederla, poteva raccomandarle un altro medico. Nel gennaio 2003, vide la dottoressa Julie Geraghty che suggerì che il corpo di Alice era cambiato e che il Natrum muriaticum non funzionava più per lei. “Ho avuto lunghe consultazioni con la dottoressa Geraghty per ottenere il massimo dalla mia storia personale. C’è voluto un po’ di tempo per trovare la medicina che funzionasse per me. Ha provato prima Ignatia, e poi Lac suinum. Entrambi hanno funzionato per un po’ e poi si sono fermati”.

Poi nell’agosto 2004 ci fu una grande svolta quando ad Alice fu prescritto il Lac lupinum, il latte di lupo. “All’inizio ho avuto un’aggravamento forte (ecco perché sfido chiunque a dire che l’Omeopatia è un placebo!). Mi sembrava che dei pezzi di me si staccassero. Sentivo come se la mia pelle stesse marcendo, era così fluida e lacrimosa e sentivo di avere un odore putrido. Questo è durato circa tre settimane e chiamavo spesso la dottoressa Geraghty. Era molto cauta e mi diceva di continuare ad osservare e insistere. Dopo di che l’eczema ha cominciato a schiarirsi un po’. Recentemente ho visto una mia foto in quel periodo, avevo un aspetto orrendo!”

“Poi il miglioramento è stato improvviso e intenso. La dottoressa Geraghty dice che ho un sistema dinamico molto reattivo, per cui guarisco rapidamente e peggioro rapidamente. Le crisi si sono stabilizzate gradualmente, ognuna un po’ meno grave di prima. I sintomi si sono stabilizzati dall’alto verso il basso, apparentemente un segno che l’Omeopatia stava funzionando. Improvvisamente ho potuto vedere chiazze di pelle normale”.

Alice ha potuto continuare i suoi studi di dottorato che sta completando a Oxford. “La vita è molto meglio ora. Finirò il mio dottorato a Natale e ho una vita sociale attiva, oltre ad aver ripreso il canto e la danza scozzese a cui ero stata costretta a rinunciare”.

La dottoressa Julie Geraghty commenta

È stato un piacere lavorare con Alice negli ultimi tre anni e sono felice che l’Omeopatia abbia aiutato a migliorare significativamente il suo eczema e la sua qualità di vita. L’eczema di Alice era veramente brutto quando l’ho vista per la prima volta e ciò che mi ha colpito di lei è stata la sua fedeltà alla cura omeopatica anche quando i miglioramenti erano lenti. Non aveva avuto esperienze positive con creme steroidee o trattamenti con steroidi per via orale, e ad un certo punto un dermatologo le consigliò vivamente di iniziare il farmaco Methotrexate, un agente chemioterapico usato in casi gravi di eczema e altre condizioni infiammatorie. Ma è riuscita ad andare avanti fino a quando abbiamo iniziato il Lac lupinum, che l’ha aiutata moltissimo. È diventata esperta nel bilanciare il suo stile di vita in termini di dieta, regime idratante, ecc. durante i momenti difficili.

Tuttavia devo precisare che consiglio ai pazienti con un eczema grave di usare con parsimonia creme steroidee nelle zone più colpite, se non sono stato in grado di controllare l’eruzione con successo con l’Omeopatia. Ci sono, naturalmente, molti rimedi diversi che si possono usare; dipende interamente dal particolare paziente e dalla sua esperienza non solo del suo eczema, ma della sua vita in generale. Quindi può essere un processo abbastanza lungo per capire come quella particolare persona vede e sperimenta il mondo che la circonda, e poi analizzare le informazioni in termini omeopatici. A volte, però, ci si azzecca alla prima volta! Anche un rimedio può aiutare per un certo periodo di tempo e poi smettere di funzionare, come nel caso di Alice con il Natrum muriaticum. Bisogna allora trovare un rimedio che agisca più profondamente e che si adatti all’intero quadro.

Ho visto Alice fiorire negli ultimi tre anni quando il suo eczema è migliorato ed è stata in grado di riprendere a lavorare al suo dottorato. Il Lac lupinum è un’aggiunta relativamente nuova alla nostra selezione di rimedi omeopatici, e si sta dimostrando prezioso in molti casi, non solo nell’eczema. Ha temi in comune con gli altri rimedi a base di latte di mammiferi, come il latte di cavallo (Lac equinum), il latte di leone (Lac leoninum), il latte di delfino (Lac delphinum). Le persone che hanno beneficio da questi rimedi hanno tutti problemi con il bisogno di riconoscere la loro identità all’interno del gruppo o della famiglia di cui fanno parte. In Lac lupinum, in particolare, ci sono problemi più specifici che hanno a che fare con il sentirsi isolati ed evitati dal gruppo, il che causa disperazione e rabbia.

Alice sentiva che il suo eczema la stava isolando e spesso usava la parola “disgustosa” quando descriveva la sua pelle durante le fasi negative. Questa è una reazione comprensibile, tuttavia non tutte le persone con l’eczema si sentono in questo modo, e quindi dobbiamo notare ciò che è più caratteristico del modo di essere di quel particolare paziente riguardo alla sua malattia. Mi ha molto colpito sentire da Alice stessa che è affascinata dai lupi fin dall’infanzia!

Tratto da: HOMEOPATHY UK

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