Elaborazione del lutto e medicina naturale

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Il lutto e l’elaborazione del lutto sono indubbiamente tra le emozioni più dolorose della vita. Significa fare i conti con un’assenza definitiva di fronte alla quale, per quanto ci si possa preparare, non si arriva quasi mai pronti. Aver a che fare con la morte è destabilizzante per chi resta, a volte ci toglie dei punti di riferimento talmente importanti che il vuoto che crea sembra incolmabile, e l’idea che quel vuoto ci accompagnerà per il resto della vita ci appare insostenibile. 

Ci viene detto che il tempo ci è amico e che sistemerà ogni cosa, e di fatto è così, perché il tempo ci farà scendere a patti presto con altre situazioni e pensieri. Ma il tempo ha spesso tempi che non ci piacciono, e sappiamo benissimo che ci sono certi vuoti del cuore che, per quanto tu li possa arredare confortevolmente, ti lasceranno sempre un po’ di freddo quando li abiti. 

Ecco che diventa quindi fondamentale una sana elaborazione del lutto, iniziare a rapportarci con questa nuova assenza in maniera costruttiva, chiedendo aiuto se necessario, ma in ogni caso cercando di andare avanti riprogrammando la nostra vita. 

La morte di una persona cara ci mette di fronte ad una nuova forma di esistenza, l’esistenza senza di lei, e per quanto all’inizio appaia sconfortante, è un preludio a una rinascita, e una rinascita, si sa, passa spesso attraverso un grande dolore. Ce lo insegna bene anche la Medicina cinese con il concetto di ciclicità che la permea: il massimo dello Yin, l’Inverno, l’elemento Acqua, la stasi, la morte e in un senso più ampio il lutto, nutre e genera il Legno che è la primavera, la rinascita, il graduale passaggio dalla stasi dello Yin al dinamismo dirompente dello Yang. Quindi una buona elaborazione del lutto porta sempre ad una trasformazione costruttiva.

E allora accogliamola questa assenza, ascoltiamola e prendiamocene cura, come fosse un bambino appena nato che ha bisogno di attenzioni e amore.

Oggi il rapporto con la morte è cambiato profondamente rispetto a non molti anni fa. Viviamo una vita spesso frenetica, cercando il più possibile di tenere lontano il pensiero della morte dalla nostra quotidianità, pensando ed agendo quasi un po’ come se non dovessimo morire mai. Forse quello che manca è l’educazione alla morte, alla perdita come parte integrante della vita stessa, cosa che sicuramente non aiuta e ci porta ad avere un approccio di grande paura e distacco. 

Il lutto però non è solo fare i conti con la morte fisica di una persona, ci sono molte altre situazioni che il nostro corpo vive come sensazione di perdita tale da essere assimilate al lutto. Sono le perdite relazionali, le separazioni più o meno dolorose, la chiusura di una prospettiva o di una  situazione di comfort, come la perdita del lavoro ad esempio o il trasferimento in altra città e in generale la perdita della propria routine quotidiana.

Nella vita sperimentiamo tante forme di perdita, e ho imparato che è importante iniziare ad accoglierle e non cercare di allontanarle a tutti i costi. È altrettanto importante non  sminuire ciò che sentiamo solo perché ci viene culturalmente imposto di essere forti, e la sofferenza della perdita viene percepita come fragilità. Permettere a qualcuno di farci sentire sbagliati, vulnerabili e fragili significa nutrire il nostro dolore, e non è certo questo quello di cui abbiamo bisogno. 

Il lutto è un processo dinamico più che un evento, e ognuno di noi ha un suo personale modo per guidarne la sua evoluzione, si tratta solo di ascoltarsi per trovare dentro di sé il modo per alleggerire l’anima, senza forzarne i tempi. Come ci dice anche la D.ssa Sabrina Ranieri in questo bellissimo articolo, non dobbiamo mai pensare che tutto sia finito se non lo abbiamo elaborato e lasciato andare. 

Rimedi naturali per l’elaborazione del lutto e della perdita

Ci sono alcuni rimedi naturali che possono essere di conforto per accettare la perdita, e vorrei iniziare proprio da 3 Fitoembrioestratti o FEE. A me piace molto la FitoEmbrioTerapia, è una cura dolce e allo stesso tempo molto profonda, che riesce nel difficile compito di raggiungere sia il corpo che la mente. 

Il primo dei FEE che ci possono dare una mano tangibile nella elaborazione del lutto e della perdita è sicuramente il Noce, un rimedio che potremmo un po’ considerare un policresto date le sue numerosissime proprietà: Pol Henry, il padre della FitoEmbrioTerapia, diceva che se lui fosse dovuto andare su un’ isola deserta portandosi un solo rimedio avrebbe sicuramente scelto il Noce.

Il Noce è un albero molto solitario, che marca prepotentemente il suo territorio, non solo a livello della superficie, ma anche in profondità, col suo apparato radicale molto peculiare. Rappresenta pertanto l’emblema della difesa del territorio, della difesa identitaria. Tutte queste azioni le manifesta a livello fisico, dove si fa garante della integrità delle mucose e sierose, con effetti che si estendono a livello respiratorio, intestinale, gastrico, articolare; inoltre protegge dalle malattie autoimmuni e ha un’azione normalizzante sulla produzione di insulina. Ma la sua peculiare azione si esprime a livello mentale dove è di grande utilità per l’elaborazione della perdita: 

  • Prima di tutto è un rimedio che aiuta ad accettare la morte, non solo quella di una persona cara, ma anche la propria. Predispone ad una visione meno dolorosa del grande trapasso e aiuta ad allontanare la paura dell’al di là. 
  • Inoltre il Noce ci rende perseveranti di fronte alle difficoltà, ci fortifica e ci predispone ad una visione meno drammatica e più rosea della realtà. 
  • Per ultimo questo rimedio ci aiuta a mantenere salde le nostre intenzioni e a non farci influenzare o destabilizzare dalle opinioni o dal cinismo altrui, permettendoci di vivere il lutto nella nostra intimità ed elaborarlo secondo la modalità che più ci appartiene.

Un altro rimedio è il Lillà. E’ un rimedio cardiaco che a livello fisico agisce migliorando la funzionalità del cuore. La sua azione mentale è ugualmente cardiaca. La Medicina cinese considera il cuore come la sede in cui alloggia lo Shen, il mentale appunto, la componente cosciente di tutto il nostro mondo emotivo, e quindi l’azione cardiaca di questo rimedio, che va a sostenere e proteggere un cuore affaticato ed affranto, è molto importante per gestire il lutto ed elaborarlo in maniera sana. 

Un terzo rimedio  è l’Olmo. Come il Noce, anche l’Olmo si fa garante della funzionalità di mucose, sierose e pelle. L’azione mentale di questo rimedio è però diversa, lo potremmo considerare quasi un sinergico dei due precedenti rimedi. L’Olmo è un rimedio che per la sua azione mentale la Medicina cinese considererebbe molto metallo, l’energia autunnale del lasciar andare che può essere sintetizzata in una famosissima frase di Rumi “Sii come un albero, lascia che le foglie morte cadano”. Ed è questo che fa l’Olmo: ci aiuta a lasciar andare ciò che non c’è più, a traghettarci in una dimensione in cui l’assenza non è più una presenza ingombrante, ma viene metabolizzata e trasformata in una opportunità di crescita. 

Il contributo dell’omeopatia all’elaborazione del lutto

Un grande aiuto nella elaborazione del lutto ci può venire, ovviamente, anche dall’Omeopatia. In questo caso è importante rivolgersi al proprio medico omeopata che ci aiuterà trovare il nostro rimedio, quello cucito su misura per noi. Ne frattempo ci sono alcuni rimedi “d’urgenza” che ci possono aiutare a far fronte alla situazione dolorosa. 

Uno che io consiglio spesso per affrontare il lutto è Arnica, proprio perché aiuta a superare il trauma. La perdita e il lutto sono dei traumi molto forti, e questo rimedio ci può aiutare a renderli più sopportabili. Oltre ad Arnica c’è anche un fiore di Bach che aiuta nell’elaborazione del trauma ed è Star of Bethlem, che possiamo decidere di assumere da solo, oppure col rimedio dei 5 fiori, anche conosciuto come Rescue remedy o rimedio di emergenza, che serve proprio a superare il trauma, l’ansia e la paura che lo accompagnano.

Uno dei rimedi più conosciuti per l’elaborazione del lutto è sicuramente Ignatia amara. Non è però adatto in tutti i casi, ma diventa il rimedio di elezione quando la perdita è logorante e spesso associata a isteria e accompagnata da situazioni paradossali, come quando, ad esempio, il pianto è alternato ad una risata, che al momento sembra incomprensibile, ma è pur sempre una reazione del nostro corpo che non va demonizzata. 

Un altro rimedio importante è Sepia. È il rimedio della tristezza e della malinconia. Proprio come la seppia, che di fronte al pericolo libera un liquido nero che oscura tutto, il rimedio omeopatico, che deriva proprio dalla diluizione e dinamizzazione del nero di seppia, ci aiuta a far luce nel buio, ad allontanare quel velo di tristezza che ci fa vedere tutto nero e senza prospettive. Sepia ci aiuta a ritrovare la gioia di vivere. 

“Qui ci sto io in piedi. Adesso è sera. Poi il mondo ruoterà e arriverà la mattina”

Signora Komachi

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