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Al padre dei vaccini è impedito di parlare dei vaccini

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Una censura al limite dell’incredibile, e oltre. O forse non così incredibile, in un mondo in cui i social network possono scegliere in assoluta autonomia cosa sia pubblicabile e cosa no, e quindi, in definitiva, cosa sia reale e cosa falso. Partiamo dai fatti: Robert W. Malone, uno degli scienziati “padri” degli attuali vaccini a mRna (Come quelli Pfizer e Moderna), ha espresso dei dubbi sulla somministrazione di questi vaccini ai giovani. Troppo alti i rischi rispetto ai vantaggi, secondo lui. Risultato? Ban da Linkedin e video dell’intervista rimosso, tout court, senza alcun diritto di contraddittorio.

Al padre dei vaccini è impedito di parlare dei vaccini

Se pensavate che la censura arbitraria dei social network riguardasse solo post inneggianti alla violenza, ora dovrete ricredervi. A quanto pare neanche essere uno dei ricercatori più illustri al mondo, ed avere competenze nello specifico argomento come quasi nessuno al mondo, è sufficiente a metterci al sicuro. Malone aveva rilasciato le sue dichiarazioni durante un’intervista realizzata da Tucker Carlson di Fox News. Il giornalista, dopo la rimozione dell’intervista, ha preso subito posizione al fianco di Malone, affermando che il celebre scienziato fosse assolutamente titolato ad avere un’opinione difforme da quella di Fauci e della sua NIAID (National Institute of Allergy and Infectious Diseases).

La dichiarazione incriminata

“Una delle mie preoccupazioni è che il governo non sia trasparente con noi su quali siano questi rischi. E quindi, sono dell’opinione che le persone abbiano il diritto di decidere se accettare o meno i vaccini”. Questa l’affermazione che aveva portato al ban del ricercatore. Una preoccupazione ribadita durante un seguitissimo podcast trasmesso pochi giorni dopo. Per essere più precisi, Malone teme che la proteina Spike inoculata col vaccino possa circolare nell’organismo dei soggetti, invece di rimanere nella zona in cui si riceve l’iniezione come fin qui pareva certo.

Chi controlla i controllori?

L’argomento è molto dibattuto, ed i sostenitori di entrambe le tesi possono portare pubblicazioni scientifiche tra le più autorevoli in campo medico. Dalla parte di Malone c’è addirittura il report dell’Ema su Moderna. Come altrettanto dibattuto è che questa proteina possa essere o meno dannosa per l’organismo. Anche in questo caso Malone può permettersi di citare uno studio pubblicato su Nature che mostra come la Spike, nei topi, abbia superato la barriera ematoencefalica. Sia come sia, la cosa che fa veramente paura, anche più della proteina Spike, l’inappellabilità della censura dei social network. Quando abbiamo deciso di innalzarli a nostri Dei?

 

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