dott. Italo Grassi

Arsenicum album e la Morte

Tempo di lettura: 2 minuti

Siamo alla ricorrenza del ricordo dei defunti. Il tema della morte è il più rimosso a causa del terrore ancestrale che evoca in noi. Tema che se non affrontato con informazioni e conoscenza adeguata in precedenza, causerà grande dolore quando si presenterà. La morte non è l’opposto della vita ma l’opposto della nascita, soltanto con un buon rapporto con sorella morte si può vivere bene.

In molti rimedi omeopatici il tema della morte ha un aspetto significativo. Leggiamo in questa  profonda e sentita poesia del dott. Italo Grassi, come i soggetti corrispondenti al quadro del rimedio Arsenicum album possono esprimerla.

 

Tutto finisce in te: 

morte, io ho paura della tua ala nera. 

C’è troppo buio, troppa disperazione in questo mio spazio; 

la malattia scivola dentro di me, mi possiede, 

scava cunicoli d’ansia nella mia anima,

mi riempie di escrezioni ostili la bocca e il naso.

 

E’ l’una di notte e sono un’ombra ferita,

crivellato da frecce d’insonnia.

L’asma, orma d’identità infelice, mi assale e mi toglie l’obliquo rampicante del respiro.

Lungo il muro di rabbia cresce come edera il rancore del mio cuore sconvolto: 

il bruciore del sangue è disperso da venti di aridità. 

Sono un nulla, vago da un posto all’altro, come essere insignificante, sperduto sull’epidermide dura e squamosa dell’universo.

La miseria ha il volto pallido di una luna vecchia e triste. 

Da squarci di coscienza fuoriescono odori putridi, 

la neoplasia del suicidio si lava gli artigli  

con lacrime intrecciate di cenere. 

Brucio nel freddo fuoco del mio egoismo, 

bevo, a piccoli sorsi, gocce di perfidia che non colmano la palude della mia avarizia.  

Il dolore nella testa si fa denso,

il giorno si veste a lutto con colori d’autunno

e la bava del ricordo sfiora la nuda pelle della memoria. 

E’ solo un’immagine lontana 

ma la parola del silenzio diviene un lamento, 

inutile e tremante, 

come vuota vescica d’anziano stilla sillabe di sangue.

Vorrei corrodere questo nastro di lutto con il mio pianto,

ma un cuore di cuoio ricopre questo sentimento,

mentre l’immota prostrazione delle mie viscere è sollevata da onde di febbre;

nausea e vomito percuotono con zoccoli duri le linee della mia salute sconfitta. 

Nella cavità universale si sgretola ogni resistenza, 

il mio destino scivola esausto verso l’eterna rovina. 

 

Italo Grassi

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