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Ridurre i farmaci agli anziani ne migliora la salute

È quanto emerso da uno studio condotto dall'Università di Berna pubblicato sul BMJ

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Quello che da molto tempo in tanti sostengono trova sempre più riscontri nella ricerca medica: ridurre i farmaci agli anziani ne migliora la salute. Il tema non è certo nuovo, e anche sulle pagine di Generiamo Salute abbiamo affrontato l’argomento in molte occasioni (ad esempio qui o qui). Oggi dalla Svizzera arriva una nuova, autorevole conferma: quasi 9 piani terapeutici su 10 prescritti agli over 60 prevedono un eccesso di medicine, che possono essere inutili, o spesso dannose.

Ridurre i farmaci agli anziani ne migliora la salute

La ricerca proviene dall’Inselspital e dall’Università di Berna ed è stata pubblicata sul “British Medical Journal“. I ricercatori hanno scandagliato con un apposito programma le prescrizioni di oltre 2000 pazienti che avessero superato i 60 anni, in cerca di prescrizioni errate o sovradosate. Più in particolare, i soggetti provenivano da quattro diversi Paesi europei, e assumevano tutti cinque o più farmaci per almeno 3 patologie diverse.

I risultati dello studio svizzero

Gli studiosi svizzeri hanno diviso i pazienti in 54 gruppi di intervento (963 partecipanti) e 56 gruppi di controllo (1045 partecipanti). Lo studio ha evidenziato che l’86% dei partecipanti aveva una prescrizione inappropriata. una media di 2,75 prescrizioni errate per ogni paziente. Nei successivi due mesi gli scienziati hanno interrotto al 62% dei soggetti i farmaci ritenuti inappropriati.

Nessun peggiormamento statistico nei ricoveri

La riduzione della somministrazione di farmaci non ha comportato alcun peggioramento statistico della salute dei pazienti. Secondo gli autori dello studio, se i pazienti avessero rispettato maggiormente le prescrizioni, avremmo visto un’effettiva riduzione nel numero di ricoveri. “Una consulenza più intensa e un miglior rispetto delle raccomandazioni sui farmaci – hanno affermato – dovrebbero in definitiva portare a una riduzione dei ricoveri in ospedale“.

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