Dott.ssa Maria Desiderata D'Angelo - tempo di lettura 16 min.

È in arrivo una cucciolata: consigli sulla crescita dei cuccioli e gattini

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Una delle più grandi preoccupazioni degli umani di cagne e gatte gravide è il momento del parto: quanti cuccioli farà? Avrà problemi a partorire da sola? Riuscirà ad avere un parto naturale o dovrà essere aiutata? Ed il cordone chi lo reciderà? Queste sono soltanto alcune delle domande che gli umani di cagne e gatte incinte pongono ai loro veterinari.
Ma vediamo dall’inizio cosa è e come funziona la gravidanza nella cagna e nella gatta e soprattutto cosa succede alla nascita dei loro piccoli.

Fecondazione, gravidanza e parto

Abbiamo già visto nei precedenti articoli sulla sterilizzazione di cagna e gatta che queste due specie animali hanno un tipo di ciclo molto diverso.

Nella cagna infatti si ha il primo calore tra i 5 ed i 13 mesi a seconda della razza e della taglia, dove le razze più grosse sono più tardive. Normalmente si hanno da uno a tre cicli all’anno caratterizzati da perdite ematiche che possono durare da una a tre settimane, ed intervallate da periodi all’apparenza silenti, ma durante i quali vi sono delle modificazioni ormonali che passano solitamente inosservate. Durante il periodo delle perdite ematiche, conosciuto anche come “estro” o “calore”, circa 7-10 giorni dopo l’inizio delle suddette perdite, si ha un’ovulazione spontanea ed indipendente dall’incontro con un maschio, che dura circa 3 – 5 giorni. Sono questi quindi i giorni propizi per provare a far accoppiare la vostra cagnolina. Lei mostrerà anche dei segni di gradimento alle avances del maschio, cosa che nei primi ed ultimi giorni del ciclo, non avviene affatto. Anzi! All’inizio delle perdite, e verso la fine, la cagna rifiuta e scaccia con molta determinazione ed energia il suo partner, poichè probabilmente non è pronta per la fecondazione.

Nella gatta il primo ciclo alle nostre latitudini avviene tra i 5 ed i 10 mesi, variando sempre in base alla razza, e si hanno più cicli in una stagione riproduttiva, tanto è che la gatta viene considerata una specie con cicli poliestrali stagionali. Questo tipo di ciclo è un adattamento funzionale che favorisce la riproduzione per vari motivi filogenetici. Uno fra tutti è che, avvicinandosi alla stagione primaverile ed estiva, sarà più facile allevare la prole in quanto, all’aumentare delle ore di luce e della temperatura esterna, vi saranno più occasioni per approvvigionarsi di prede. Vi sono alcune differenze basilari tra il ciclo di cagna e gatta: il primo è rappresentato dal tipo di ovulazione che nella gatta è indotta dall’accoppiamento e non è spontanea come nella cagna, ed il secondo è che non vi sono perdite ematiche ma solo alcuni atteggiamenti particolari quali vocalizzi e posture particolari che servono per attirare l’attenzione del partner, e marcature territoriali più intense che vengono effettuate con deposizione di urine, che servono per diffondere i feromoni sessuali nel territorio della gatta.
Subito dopo l’accoppiamento, sia nella cagna che nella gatta, solitamente per il primo mese di gravidanza, non si notano grosse modificazioni. Va ricordato che la gravidanza in entrambe le specie, ha una durata media di 58-63 giorni e può arrivare nelle primipare che hanno pochi piccoli, anche a 68 giorni.
Man mano che la gravidanza va avanti noteremo che la nostra amica con la coda prenderà peso, sarà più riluttante al movimento, più tranquilla e molto probabilmente si riscontrerà un aumento dell’appetito.
Allo scadere del tempo fisiologico si innescherà quindi il parto che può durare dalle 6 alle 12 ore, talvolta anche di più quando i piccoli sono tanti e mamma cagna o gatta impiegano più tempo tra un cucciolo ed un altro.

Il parto fisiologico nella cagna

Solitamente, nelle ore precedenti all’evento, la cagnolina mostra segni di agitazione, va avanti ed indietro per la casa, scava e cerca un luogo tranquillo dove sistemarsi. Un segno importante di imminenza del parto è la diminuzione della temperatura rettale che si abbassa di un paio di gradi il giorno prima del parto. È prassi  quindi controllarla una o due volte al giorno, da quando si prevede che dovrebbe innescarsi il parto, o dai primi segni premonitori che qualcosa sta per accadere.
Talvolta può urinare sul pavimento di casa a causa delle contrazioni uterine che precedono il parto, fenomeno che può essere erroneamente scambiato per la rottura delle acque. Nella cagna infatti non si ha una vera e propria rottura delle acque che precede il parto a causa del tipo di placentazione diversa rispetto a quella della donna.
Questa fase di travaglio può durare anche molte ore, talvolta perfino un giorno o più. Per facilitare l’espletamento di travaglio e parto è bene tenere la cagna tranquilla, permetterle di cercare un luogo riparato dove poter partorire, mantenere la calma, creare un ambiente riparato, silenzioso ed in penombra dove la nostra amica possa serenamente concentrarsi ed assecondare quello che sta per accadere. Molto spesso infatti rumori forti, agitazione in famiglia o l’avvento di estranei possono distrarre al tal punto la cagna che si ha un vero e proprio blocco del travaglio. Questo può accadere soprattutto in cagnette molto giovani ed inesperte che magari, non essendo ancora mature psicologicamente, tendono ad andare in forte ansia, sia a causa delle sensazioni fisiche che provano durante il travaglio che per lo stato di agitazione che attanaglia i loro umani!
Quello che si nota all’inizio del parto è la fuoriuscita degli invogli che avvolgono il cucciolo, e che possono apparire come un piccolo sacco mucoso dal colore biancastro o rosa chiaro, oppure verde scuro, quando ad essere partorita per prima è la placenta. Questo colore verde scuro quasi nero, è fisiologico ma spesso allarma molto gli umani che assistono al parto! Non appena la cagna partorisce il primo cucciolo quasi sempre inizia a pulirlo leccandolo vigorosamente e contestualmente recide il cordone ombelicale e libera il suo piccolo dagli invogli. Il cucciolo, a seguito di queste stimolazioni, inizia a piagnucolare e con movimenti lenti e talvolta incerti, raggiunge subito una delle mammelle alla quale si attacca iniziando a succhiare. Quando tutto questo non avviene, perché il cucciolo sembra non rianimarsi, dobbiamo aiutare noi il piccolo, pulendolo e strofinandolo con un panno morbido ed avvicinandolo alla madre che così potrà provvedere a completare la pulizia; in seguito lo avvicineremo ad una delle mammelle. L’inizio della suzione da parte del primo cucciolo nato è infatti molto importante, sia per la sopravvivenza del cucciolo stesso ma anche perché attraverso la suzione ci sarà lo stimolo alla produzione di ossitocina nell’organismo della madre, ormone fondamentale per l’innesco e la prosecuzione del parto fisiologico. Da questo momento in poi, ovvero partorito senza intoppi il primo cucciolo, il parto diventa molto più semplice! Si susseguiranno le nascite di tutti i cuccioli, e ad uno ad uno la madre li pulirà e loro si attaccheranno alle mammelle per succhiare il colostro, ovvero il primo latte, carico di nutrienti e soprattutto ricco di preziose immunoglobuline protettive, in grado di conferire ai nuovi nati una protezione contro moltissime malattie infettive.

Il parto fisiologico nella gatta

Anche Micia quando entra in travaglio si mostra molto agitata; può cercare luoghi tranquilli o addirittura veri e propri nascondigli per partorire i suoi gattini. Anche lei va avanti e indietro per casa. Vocalizza miagolando, può urinare fuori dalla cassetta. Nel giorno precedente al parto può rifiutare il cibo e la temperatura rettale può abbassarsi. Lo svolgersi del parto fisiologico è più o meno simile a quello della cagna, anche se può durare qualche ora in meno e può accadere che si blocchi anche per 12-24 ore per poi riprendere normalmente con l’espulsione di un altro o altri cuccioli sani e vitali. Anche micia dopo la nascita dei suoi gattini li lecca pulendoli vigorosamente e dopo aver reciso il cordone li lascia attaccare alle mammelle.

Cosa fare per aiutare la nostra amica durante il parto?

La prima cosa è restare calmi e non mostrare segni di preoccupazione a cagna e gatta! Loro confidano in noi e nel nostro supporto per cui dobbiamo aiutarle a trovare il luogo che preferiscono e dove si sentono più protette per dare alla luce i loro piccoli, creando spazi confortevoli in penombra. Dobbiamo assecondare i loro cambiamenti di posizione ed alcune di loro amano essere massaggiate sulla pancia durante le contrazioni. Possiamo anche offrire acqua o un miscuglio di latte di vacca diluito al 50% con acqua, e se lo gradiscono anche cibo molto energetico, come ad esempio un taglio di carne molto grasso o del formaggio grana. Bere e mangiare, se il travaglio è lungo, possono davvero dare la carica alle nostre amiche! Se un cucciolo non riesce ad essere espulso per parecchi minuti e ce la sentiamo, possiamo agevolare l’espulsione tirandolo delicatamente, ma solo durante la contrazione e con estrema delicatezza, senza tirarlo nel vero senso della parola, ma accompagnando la fase di espulsione.
C’è da sapere che quasi tutte le cagne e le gatte mangiano gli invogli fetali e la placenta dopo la loro espulsione. Questo comportamento è fisiologico e serve per ripulire il luogo del parto, in modo da cancellare tracce odorose che potrebbero attirare predatori. Seppur fisiologico ed ancestrale questo comportamento può provocare sintomi gastrointestinali a cagna e gatta pertanto, se non si mostra particolarmente disturbata, cercate di allontanare gli invogli di volta in volta.

E se c’è qualche intoppo?

Se il parto non progredisce come appena illustrato, se il travaglio dura più di 2 giorni o se notate qualsiasi segno di malessere della vostra amica con la coda, non esitate a contattare il vostro veterinario di fiducia.
Prima di affrontare gravidanza e quindi parto della vostra compagna a 4 zampe, per ridurre al minimo i rischi e gli eventuali ostacoli, è bene programmare una sorta di planning con il vostro veterinario ed accertarsi che lui sia disponibile e pronto ad intervenire in caso di difficoltà. Vi sono infatti situazioni particolari, come ad esempio nel caso di alcune razze di cani e gatti, che sono maggiormente predisposti a dover subire tagli cesarei, a causa della conformazione del cranio dei feti che possono avere un diametro tale da rendere difficoltoso il passaggio nel canale del parto.

Cosa fare se si programma una gravidanza per la nostra amica a 4 zampe

In primo luogo a seguito dell’accoppiamento va fatta una diagnosi di gravidanza. Vi sono degli esami ormonali che possono essere fatti ma, poiché fino al 30esimo giorno di gravidanza si possono osservare dei fisiologici riassorbimenti, la diagnosi di certezza si suole farla con un’ecografia addominale, che va fatta necessariamente dopo 22- 25 giorni dall’accoppiamento in quanto, se eseguita precocemente, potrebbe dare dei risultati poco attendibili. Dopo la prima ecografia si può fare una seconda ecografia per valutare il benessere e la vitalità dei cuccioli intorno al 45° giorno. Queste ecografie, a causa della particolare conformazione anatomica dell’utero di cagna e gatta, non ci danno però informazioni sul numero di cuccioli che verranno partoriti, ma solo sulla loro presenza e vitalità. Per conoscere il numero effettivo dei cuccioli è necessario fare una radiografia dell’addome, possibilmente dopo il 53°/55° giorno dall’accoppiamento. E’ necessario aspettare infatti l’ultima parte della gestazione per due motivi: in primis perché soltanto in quell’epoca gestazionale gli scheletri dei feti sono ossificati al punto da potersi riconoscere nella radiografia; in secondo luogo per evitare l’effetto delle radiazioni sui feti nelle prime fasi di sviluppo embriologico. Accertata la gravidanza è bene chiedere al vostro veterinario una modifica della dieta che possa supportare questo delicato passaggio ed eventualmente la supplementazione di alcune vitamine, prima fra tutti la B9, meglio conosciuta come acido folico, largamente utilizzata anche nelle donne gravide per prevenire alcune importanti patologie e carenze molto pericolose per i nascituri.

Come comportarsi con i nuovi nati?

In linea generale, se non ci sono patologie di mamma e cuccioli ed il parto è andato bene, i primi 20 giorni i cuccioli vengono accuditi dalla A alla Zeta dalle loro madri le quali si occupano di nutrirli, tenerli al caldo e pulirli. Spesso restano nella cuccia parto dove la madre sosta quanto più tempo è possibile per occuparsi di loro. Fino a 10-15 giorni hanno gli occhi ed il condotto uditivo chiusi e pertanto non sono assolutamente autonomi. Nei primi 10 giorni poi sono veramente molto delicati e vulnerabili per cui è sconsigliabile farli manipolare da estranei, e vanno tenuti cautelati, a riparo da sbalzi termici e da qualsiasi stress. E’ importante invece che le persone che vivono in casa li manipolino e li abituino al contatto, alla voce ed all’odore dell’uomo. Tra i 20 e i 25 giorni di vita iniziano ad essere più partecipi e fanno le loro prime irruzioni fuori dalla cuccia tentando con movimenti che assomigliano più allo strisciare che al camminare, di muoversi nello spazio a disposizione. Intorno alle 3 settimane di vita vi è anche l’eruzione dei denti da latte, segno che l’apparato digerente inizia ad essere maturo per lo svezzamento. Fino a questa età si nutrono del solo latte materno ma dopo i 30 giorni possono iniziare a mostrare interesse nei confronti della pappa della mamma. Giunti intorno al mese di vita si consiglia di iniziare a far provare a cuccioli ed ai gattini del cibo solido, offrendo dapprima solo proteine omogeneizzate e cibi umidi, poi proponendo la stessa dieta della madre con opportune integrazioni. La madre infatti, nel periodo dell’allattamento e spesso anche nel secondo mese di gravidanza, avrà seguito una dieta molto più ricca e calorica, come quella che si somministrerebbe ad un cucciolo in accrescimento, proprio per supportare questo impegno energetico aumentato. Pertanto molto spesso è possibile offrire ai cuccioli nelle prime fasi di svezzamento, lo stesso cibo che sta assumendo la madre. Lo svezzamento vero e proprio però inizia più tardi, tra le 6 e le 8 settimane dalla nascita, pertanto la mamma che allatta va supportata a livello nutrizionale ed energetico con diete speciali. Consiglio quindi sempre di studiare con il vostro veterinario di fiducia il piano alimentare più adeguato a questa situazione fisiologica che riguarda i fabbisogni energetici della mamma ma anche un piano alimentare di svezzamento per i suoi cuccioli.

Dopo lo svezzamento e verso una nuova vita!

Una volta svezzati i cuccioli ed i gattini possono essere affidati ad i loro nuovi compagni umani. E’ fondamentale che non vengano separati tra loro e dalla loro mamma prima dei 60 giorni. Questo tempo è considerato dagli addetti ai lavori, ovvero i medici veterinari comportamentalisti, il tempo minimo affinché i piccoli stabiliscano una corretta relazione con i conspecifici e con gli umani della famiglia, in modo da prevenire future patologie comportamentali. Vi sono anche leggi nazionali e regolamenti regionali che vietano l’allontanamento dalla madre e fratelli di cuccioli e gattini prima dei 60 giorni di vita e che sanciscono anche l’obbligo, per il detentore della cucciolata, di identificare mediante applicazione del microchip tutti i cuccioli di cane, per poi effettuare un passaggio di proprietà, intestando il cucciolo direttamente al nuovo umano che lo accoglie. Per i gattini invece, non sussiste l’obbligo di applicazione del microchip, ma è in vigore in ogni caso il regolamento che vieta l’allontanamento dalla madre ed i fratelli prima dei 60 giorni.
Adesso i nostri cuccioli e gattini sono pronti per la loro nuova vita! Assicuriamoci sempre che coloro che li accolgono siano persone in grado di sopperire ad i loro bisogni materiali ed etologici, offrendogli tanto amore ed una qualità di vita adeguata almeno alla metà dell’amore con il quale ci contraccambieranno!

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