L’Europa sta vivendo un’esplosione di infezioni sessualmente trasmissibili (IST). A dirlo non è un allarme mediatico, ma i dati dell‘European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), pubblicati in una serie di nuovi rapporti epidemiologici di sorveglianza. I numeri sono inequivocabili: i casi di gonorrea, sifilide e sifilide congenita nei paesi dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo (UE/SEE) hanno raggiunto i livelli più alti in oltre un decennio, con la gonorrea in aumento del 303% dal 2015 e la sifilide più che raddoppiata nello stesso periodo.
Chi è più colpito
Gli aumenti si concentrano in misura sproporzionata negli uomini che fanno sesso con uomini (MSM). I casi di gonorrea e sifilide sono cresciuti rispettivamente del 221% e del 65% in questa popolazione dal 2015, soprattutto tra i più giovani. I dati mostrano però anche che, dal 2021, i casi di sifilide hanno registrato aumenti sostenuti negli uomini eterosessuali e nelle donne. Il quadro si fa ancora più preoccupante guardando ai neonati. I casi confermati di sifilide congenita, quella trasmessa dalla madre al feto, sono quasi raddoppiati nel 2024, passando da 78 a 140. Si tratta del dato più alto nell’area UE/SEE dal 2009. «L’aumento della sifilide congenita è probabilmente uno dei risultati più allarmanti dei dati 2024», ha dichiarato Otilia Mardh, responsabile scientifico per HIV, IST ed epatiti virali presso l’ECDC. «La sifilide congenita è completamente prevenibile.»
Perché sta succedendo: le ipotesi sul tavolo
Secondo Lina Nerlander, esperta principale per le IST presso l’ECDC, non esiste ancora un’evidenza chiara sulle cause della crescita. Tra le ipotesi discusse con i funzionari sanitari europei figurano un maggior numero di partner sessuali, l’uso crescente di app di incontri e un “effetto coorte post-pandemia”. «Forse i giovani durante la pandemia si frequentavano poco e avevano meno contatti del normale, e poi si è verificata una fiammata dopo la fine delle restrizioni», ha spiegato Nerlander. Sul piano delle tendenze di lungo periodo, la minore preoccupazione per l’HIV e la diffusione della PrEP (profilassi pre-esposizione) potrebbero spingere a usare meno il preservativo. Inoltre, il maggiore ricorso alla PrEP tra gli MSM ha aumentato i test per le IST, portando a un incremento dei casi asintomatici diagnosticati e notificati.
La risposta: prevenzione, test e nuovi strumenti
L’ECDC esorta i paesi UE/SEE ad aggiornare le strategie nazionali sulle IST, ad ampliare l’accesso ai test rimuovendo leggi punitive e l’obbligo di consenso genitoriale, a promuovere l’uso del preservativo, a potenziare l’educazione sessuale nelle scuole e a garantire linee guida terapeutiche basate sulle evidenze. Le IST non trattate possono causare malattia infiammatoria pelvica, dolore cronico e infertilità.
Tra gli strumenti discussi figura anche la doxyPEP, la profilassi post-esposizione con doxiciclina: 200 mg dell’antibiotico da assumere entro 24-72 ore da un rapporto sessuale non protetto. L’ECDC stesso, però, ne raccomanda un utilizzo strettamente mirato e avverte dei rischi legati allo sviluppo di resistenza alle tetracicline nella gonorrea e in altri patogeni. Trasformare un antibiotico in uno strumento di routine per la prevenzione sessuale è una strada che potrebbe rivelarsi molto costosa sul lungo periodo, tanto per la salute individuale quanto per quella collettiva, in un’epoca in cui la resistenza antimicrobica è già una delle emergenze sanitarie globali più serie.
A questo si aggiunge un aspetto spesso trascurato: ogni ciclo antibiotico, anche breve, altera la composizione del microbiota intestinale, quell’ecosistema di miliardi di microrganismi che regola l’immunità, la digestione e persino l’umore. Un uso frequente e ricorrente come quello ipotizzato con la doxyPEP rischierebbe di impoverire progressivamente questa riserva biologica, con effetti che la ricerca scientifica sta solo cominciando a misurare. Chi volesse comunque ricorrere a questo strumento farebbe bene a valutare, insieme al proprio medico, un supporto probiotico mirato, capace di aiutare il microbiota a ricostruirsi dopo ogni trattamento e a mantenere una risposta immunitaria efficace.
La domanda che vale la pena porsi è se sia davvero questa la direzione giusta. Un’educazione sessuale solida, capillare e priva di tabù nelle scuole rimane lo strumento più efficace e privo di effetti collaterali per proteggere le nuove generazioni, e i dati sull’aumento delle IST tra i giovani rendono questo investimento urgente quanto mai.
La sifilide congenita si può prevenire con lo screening in gravidanza
Per arginare la sifilide congenita, l’ECDC raccomanda di migliorare i protocolli di screening prenatale per garantire che la sifilide venga diagnosticata e trattata durante la gravidanza. Un obiettivo raggiungibile con strumenti già disponibili, a patto che i sistemi sanitari nazionali li rendano accessibili in modo sistematico.
Shigella resistente: un’emergenza parallela
In parallelo, l’ECDC ha pubblicato un rapporto sull’aumento di infezioni da Shigella multiresistente (MDR) ed estensivamente resistente (XDR) in Europa, principalmente tra gli MSM. Più di 2.300 infezioni collegate a sette cluster geneticamente distinti di Shigella sonnei e Shigella flexneri sono state segnalate in Europa dal 2023. Sebbene la trasmissione della shigellosi sia stata tradizionalmente associata al consumo di acqua e cibo contaminati, i casi segnalati all’ECDC negli ultimi anni hanno coinvolto sempre più spesso la trasmissione sessuale. Le forme resistenti lasciano poche opzioni terapeutiche, rendendo la sorveglianza microbiologica e il sequenziamento genomico strumenti fondamentali per monitorare e contenere la diffusione.
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Redazione




