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La Cina ammetterà la fuga del virus dal laboratorio?

Uno possibile scoop portato alla luce da Tgcom24 potrebbe riscrivere la storia della pandemia

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Un’indiscrezione che apre scenari clamorosi: la Cina sarebbe pronta ad ammettere che il coronavirus Sars-Cov-2 è sfuggito accidentalmente al laboratorio di Wuhan. Un colpo di scena del tutto inatteso, che sgretolerebbe il granitico muro di silenzi e omissioni fin qui sollevato dal gigante asiatico. Che dal canto suo, non ammetterebbe di certo le proprie responsabilità per solo amor di verità. Ma richiederebbe in cambio che la comunità internazionale (leggi: gli Usa) accetti la versione cinese. In particolare che la Cina si sia resa conto solo ora della fuga, e che non abbia celato alcuna informazione rilevante.

La Cina ammetterà la fuga del virus dal laboratorio?

Lo scoop, almeno presunto tale, è di Tgcom24. Secondo il sito d’informazione di casa Mediaset, che cita fonti d’intelligence, Washington e Pechino avrebbero trovato l’accordo sulla versione da divulgare dopo le pressioni statunitensi. Il presidente americano Biden, infatti, nei mesi scorsi aveva incaricato i servizi segreti americani di indagare sull’origine del virus e di trasmettere un report con le conclusioni non oltre i 90 giorni dopo. Il rapporto dell’Oms, che avrebbe dovuto fugare al riguardo ogni dubbio, aveva da subito suscitato grandi perplessità. Aveva infatti grandi lacune, in buona parte dovute alla resistenza della Cina a fornire tutte le informazioni in suo possesso.

Le crepe nel rapporto ufficiale dell’Oms

Lo stesso direttore dell’Oms, Tedros Ghebreyesus, ultimamente ha messo in discussione alcune parti del report dell’organizzazione che presiede. La parziale ritrattazione è avvenuta dopo che il Washington Post aveva portato alla luce alcune discrepanze tra i dati dell’Oms e quelle trasmesse dalla Cina alle Nazioni unite. Secondo Ghebreyesus, in ogni caso, si tratterebbe di errori procedurali che non inficiano le conclusioni del rapporto. Una risposta che suscita molte perplessità, visto che l’argomento centrale è il paziente zero, la cui individuazione farebbe fare grandi passi avanti sulla comprensione dell’origine del virus.

Un’ammissione di colpa, non di dolo

Va in ogni caso sottolineato che l’ammissione cinese, sempre che realmente avvenga, non riguarda un’eventuale origine artificiale del virus, né una fuoriuscita volontaria dal laboratorio. E, inoltre, sempre secondo voci di corridoio, gli Stati Uniti si sarebbero detti pronti a investigare sul presunto coinvolgimento di scienziati americani presenti nel centro scientifico di Wuhan al momento del presunto incidente. Insomma, una cosa è dire che gli scienziati cinesi potrebbero aver commesso un’errore fatale, altra è dire che la Cina abbia volontariamente rilasciato il virus per destabilizzare il mondo intero.

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