Dott. Stelio Mazziotti di Celso

Enneagramma e Medicina omeopatica

L’Enneagramma è uno strumento di conoscenza e sviluppo della consapevolezza di noi e degli altri. La sua origine trova tracce in varie tradizioni mistiche, in particolare quella sufi. Nel senso che la formazione del carattere, dell’ego, viene legata al misconoscimento della divinità di alcune idee sacre; un po’ il modo in cui nel mondo dell’omeopatia Masi legge il tema archetipico di un rimedio omeopatico attraverso l’invidia di una specifica qualità divina. Dopo la ferita originaria della separazione dall’unità, della perdita del contenimento offertoci dai nostri genitori, ciascun carattere è determinato da una sua difficoltà specifica e da una reazione specifica. L’Enneagramma rappresenta nove tipi di carattere, determinati ciascuno da una passione dominante, conseguenza dell’aver sofferto una mancanza, e da una fissazione cognitiva, che spiega il mondo giustificando quella passione. Dal punto di vista del Cristianesimo si possono riconoscere i sette vizi capitali, con l’aggiunta della Paura e della Vanità. Ogni passione induce una maschera, che poi determina una percezione distorta della realtà.

  E’ stato Claudio Naranjo, psichiatra cileno recentemente scomparso, a divulgare l’Enneagramma ed a renderlo disponibile come preziosa risorsa di (auto) conoscenza e guarigione. Quando nel 1994 pubblica Carattere e nevrosi. L’enneagramma dei tipi psicologici egli, dichiarando il suo riconoscimento ai più moderni esploratori delle conoscenze dell’Enneagramma (soprattutto Gurdjieff e Ichazo), analizza ciascuno dei nove tipi psicologici ricorrendo principalmente al linguaggio della psicoanalisi ma anche a quello medico della psichiatria e della psicologia clinica. E tra le fonti della medicina include anche l’omeopatia: “ho voluto includere le ricche descrizioni dei tipi umani che fanno parte della tradizione omeopatica e che si avvicinano molto ai tipi caratteriali di cui io ho esperienza”. Dice a tale scopo di essersi avvalso soprattutto del libro di Catherine Coulter, Portraits of Homeopathic Medicines. Diviene ad ogni modo centrale l’idea che il meccanismo di difesa che si cela dietro ogni carattere sia anche un nucleo di sofferenza, e che dietro il quadro sintomatico di una patologia occorra riconoscere perciò il conflitto della personalità che lo ha generato.

Esula dallo scopo di quest’articolo entrare nello specifico dell’analisi dei nove tipi e dimostrare la congruenza dei ritratti omeopatici di volta in volta accostati a ciascun tipo. Vorrei invece richiamare l’attenzione, sia pure per accenni, su alcuni aspetti cruciali dell’Enneagramma.

Un primo utile approccio all’Enneagramma è l’individuazione di tre centri: corpo, cuore, testa. Naranjo suggerisce la suggestione anche di riferirli ai tre cervelli: rettile, mammifero, umano; e ai tre foglietti embrionali: endoderma, ectoderma, mesoderma. Io aggiungerei anche l’accostamento possibile alle tre costituzioni omeopatiche: carbonica, fosforica, sulfurica. I tipi 8, 9 e 1 sono caratterizzati per il loro orientamento all’azione e sono guidati dall’istinto. I tipi 2, 3 e 4 sono orientati alle emozioni e sono dominati dal mondo delle loro emozioni. I tipi 5, 6 e 7 sono orientati al pensiero e sono i tipi più mentali, intellettuali.

Inoltre ciascun enneatipo è in una relazione dinamica con tutti gli altri, ed in particolare con i due contigui, le due ali, tanto che la predominanza dell’una o dell’altra ala definisce un’importante sfumatura di ciascun carattere. Ci sono inoltre delle frecce, che mostrano verso quali altri due ciascun tipo tende a muoversi nella sua dinamica di involuzione e/o evoluzione. Ciò che potrebbe costituire una chiave di lettura per ciò che in clinica omeopatica chiamiamo rotazione dei sintomi.

Infine anche all’interno di ciascun enneatipo la predominanza rispettivamente dell’istinto conservativo, di relazione o di adattamento consente l’individuazione di tre sottotipi. Il sottotipo conservativo, dove l’ambito è io-io e la preoccupazione principale è l’autoconservazione e la sicurezza. Il sottotipo sessuale, per il quale la cosa più importante è vivere la relazione, io-tu. L’ambito in cui si muove invece il sottotipo sociale è quello io-altri. Non sfuggirà la risonanza con la teoria dei miasmi omeopatici: dove quello psorico indica le patologie generate dallo sforzo stesso della sopravvivenza, quello sicotico l’ipertrofia provocata dall’inibizione, quello sifilitico le conseguenze distruttive della frustrazione sociale. E ci si potrebbe addentrare nei sottotipi dei sottotipi.

Il mio lavoro degli ultimi anni, attraverso lo studio l’insegnamento e la pratica clinica, è stato di definire e corroborare le sorprendenti somiglianze tra il profilo dei 27 sottotipi e l’essenza di altrettanti policresti omeopatici.

La prescrizione omeopatica si fa ovviamente sempre e solo sulla totalità dei sintomi. D’altronde ritengo che la sinergia tra Enneagramma ed Omeopatia sia una formidabile risorsa. L’Omeopatia giova alla conoscenza dell’Enneagramma poiché, nella certezza che il corpo non mente, la ricchezza dei sintomi fisici della Materia Medica offre preziosi indizi di quale sia la profonda inconscia dinamica dei tipi psicologici. Da questo punto di vista un’utile ricerca è stata fatta di mettere in relazione l’Enneagramma con le leggi biologiche di Hamer (Manuele Baciarelli, L’Enneagramma biologico, 2015). Ma pure la conoscenza dell’Enneagramma giova all’Omeopatia, i temi centrali di ciascun sottotipo offrendo una chiave di lettura che permette di meglio intendere la coerenza dei tanti sintomi mentali dei principali rimedi omeopatici. Già la citata Catherine Coulter parlava di archetipi omeopatici, nel suo libro Nature and human personality, 2000.

Ovviamente nessun enneatipo è meglio degli altri, ma l’individualismo morboso di ciascuno ha la possibilità di trovare il rimedio a lui più simile.

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